giovedì 27 settembre 2012

Non più rosso fu il colore. Oro-Caldo è la Passione




Serafica, s'addormentò al mio petto...
Allorquando, d'improvviso percepii una stretta, che più d'un abbraccio m'avvolgeva...
Era Calda come il desiderio che rovente, tra i fuscelli, le s'annidava...
Preziosa come l'Oro, che riflettente, di rimando, m'incendiò...


M.
(L'uomo dei difetti...)

sabato 22 settembre 2012

La mia piccola Luce: L'ultimo viaggio.


La mia piccola Luce, 25 Agosto 2014



Ciao piccola Luce,

ti scrivo queste poche righe perché… Ne ho bisogno.
Perché piangere davanti a questo schermo fa meno male che fissando il soffitto. Perché se sto qui mi tengo lontano dai balconi e dalle finestre che danno sul grande campo incolto sottocasa.
   E ti vedo scodinzolare lì in mezzo, felice, perché sapevi che non appena a casa ti avrebbe aspettato lo stecchino al salmone che adoravi. Come ogni mattima, come ogni sera. Come ieri mattina. Come mai più.
E certe volte poi, era così bello vederti con le zampette diritte puntate a terra, la coda fluttuante e il musetto teso che mi faceva:
   << mhhh mhhh mhhh >>, e allora mi veniva da ridere e alla fine di stecchini te ne davo due, e tutta contenta te ne tornavi sul cuscino in salotto sotto il tavolino della tv, quello rosso, grande; il tuo.
   Quante volte sei venuta con me al lavoro… Qualche scherzo te l’ho fatto anch’io, sai ? La mattina, dopo aver fatto i tuoi bisognini venivi davanti il portone del mio ufficio che era il nostro e te ne stavi immobile sui gradini, buona buona, in attesa che io ti aprissi. Tu non lo sapevi, ma io ti guardavo attraverso la telecamera che dava sull’uscio ed eri bellissima quando ti scocciavi e schizzavi alta sulle zampette di dietro, tentando, con le altre, di arrivare a grattare il battente… Parevi proprio un cavallino rampante. E poi dormivi sempre. Tuttavia, bastava il minimo rumore perché tu abbaiassi a chiunque e non solo agli sconosciuti, come a voler per dire: << Anche questo ufficio è casa mia! >>, poi tornavi a ronfare sul tuo cuscinone, e sembravi una regina. Anzi: Eri la regina. E lo sarai sempre perché il vuoto che oggi m’appartiene non l’avevo messo in conto.
  
Pensavo che dopo aver provato la più terribile delle perdite, il dolore per aver perduto un animale fosse qualcosa di gran lunga meno intenso, di blando addirittura. E invece…   Sono i ricordi a rendere lancinante un fendente o a far sì che certi lucciconi narrino gioia anziché dolore.
   Sei stata la prova che l’(A)more incondizionato, esiste. E che prima di averti io ero uno stolto e non capivo l’amore degli altri per gli animali e non capivo neanche perché talvolta piangessero, si disperassero, vedendoli star male. Tante cose non capivo. 
Io ero cieco. Ma oggi vedo.

   Ieri notte, insieme alle persone alle quali voglio davvero bene e che ti hanno vista nascere ed amato anche da prima di me, ti abbiamo accompagnato verso l’ultimo tuo viaggio...

So che ti ritroverò un giorno.



Massimiliano

[Post Scriptum]
QUESTO "POST" E' STATO PUBBLICATO IN ORIGINE SUL BLOG CHE MANTENEVO SU "LIBERO.IT", E SOLO SUCCESSIVAMENTE TRASFERITO SULLA PIATTAFORMA BLOGGER DI GOOGLE, COMPORTANDO UNA CONFUSIONE SULLE DATE DI PUBBLICAZIONE. 
NELLA REALTA' DEI FATTI, HO PERDUTO LA PICCOLA LUCE IL GIORNO 19 SETTEMBRE 2014.


La mia piccola Luce benché non più una "ragazzina" stava bene. Correva. Mi faceva impazzire e mi ha insegnato davvero tanto in termini di certi sentimenti che anni or sono, ignoravo. In cambio, le ho solo dato un tetto e tante cose buone da mangiare. Mi piaceva viziarla. Mi piaceva perché da piccina aveva sofferto tanto e per più di un motivo. L'ho voluta io perché mi rendesse un uomo migliore. Oggi mi accorgo anche più fragile, per certi versi; solo per certi versi.
   E' accaduto tutto troppo in fretta. Fino a Domenica schizzava come un razzo, poi una tosse strana, il veterinario: Malata di cuore. Una busta di medicine... L'altro ieri sera una crisi respiratoria e dopo pochi minuti era volata via...
Mi manca.
Il tempo, come sempre, farà il suo dovere. Ma non oggi.
Mi prendo qualche giorno per tentare di pensare il meno possibile.



venerdì 14 settembre 2012

IL MIO CAMINO



Non ha occhi un camino.
Eppure, quante volte ha veduto l'ingenua timidezza costituirsi al cospetto del desiderio...
Non ha orecchie un camino.
Eppure, quante volte ha conosciuto i gemiti dell'inconfessabile...
Bagnavo le labbra, chiudevo gli occhi, e fondendo i sensi, penetravo quei sogni che, seppur affannosamente desiderati, la notte, non mi portava in dono.

Se solo il mio camino conservasse memoria storica...

 M.
(L'uomo dei difetti...)

mercoledì 12 settembre 2012

Hai comprato il mio rispetto. Della stima, non v'è certezza...



Quando qualcuno ti manca di rispetto...
Quando qualcuno ti manca di rispetto e lo fa ripetutamente...
Non chiederti più perché lo fa.
Chiediti solo perchè glielo hai permesso.
Sfuggi al puzzo di collerose fattezze,  domina te stesso,  sii dotto.
Dalle vene,  pulsante,  sentirai fluire l'astio,  parassita di menzognero conio.
Esso è abile dilapidatore di energie.  Le tue, energie.
Quando subdolo smette di annebbiare la tua vista, ha già incominciato a dannare la tua anima. 

Ti hanno detto che il cervello governa il braccio.  Be',  questo è il tuo  momento.  Dimostralo.
Non ripagare l'assenza di rispetto con la medesima mancanza - fallo con l'indifferenza.
I sobillatori vanno disarmati col silenzio ed in silenzio congedati. 


M.
(L'uomo dei difetti...)

Questa notte è già domani” (Tonight is already Tomorrow)


Adattamento all’inglese americano de: “Questa notte è già domani” (Tonight is already Tomorrow) - che scrissi qualche anno fa...



Those who care about you choose their words before they speak…
Those who value you won’t offend you…
Who would rather waste their time than spend it with you may still be a good person, but not the right one for you…
If you believe within your heart that you deserve more than charity, let go of the old habit and so that you may still keep a trace of your humanity: disappear into the night, when everyone is sleeping. Without making a sound, and the only shadow you’ll carry behind you will be that of a bad dream.
Tonight is already tomorrow…

* * *

Chi davvero ti vuole Bene sceglie le parole quando ti parla…
Chi ti ritiene importante non ti offende…
Chi preferisce perdere il suo tempo piuttosto che trascorrerlo con te, potrà anche essere una brava persona, ma, certamente, non è quella giusta per te…
Se in cuor tuo credi di meritare qualcosa in più della pura elemosina, abbandona il carro vizioso e affinchè in te rimanga ancora traccia di uomo, dileguati nella notte, quando tutti dormono, senza far rumore… e l’unica ombra che ti porterai dietro sarà alla stregua di un brutto sogno.
Questa notte è già domani…


M.
(L’uomo dei difetti…)

martedì 11 settembre 2012

Il Superbo non affonda mai dopo la maschera che porta


Il Superbo è altezzoso, spesso nel torto perché accecato dall'innato ed insano sentimento d'orgoglio e di superiorità col quale al mattino si veste.
Non conosce l'accezione del termine "perdono".
E mai lo udirete invocarlo.
Mai per primo rincorrerà il chiarimento al castello di fumo da esso stesso forgiato. Tuttavia, laddove del saluto "ancor vi fregiasse", gonfio di sufficienza, troverà anche il tempo per rispondervi...
Tuttavia...
Non ne siate troppo felici, il Superbo parla ma non ascolta.

Fin dall'inizio è conscio che la sua posizione è l'unica posizione. E sapete il perché ?
Perché lui è il Superbo...





Mi fa piacere condensare la digressione di cui sopra con questo mio aforisma:

"L'uomo perbene, allorché nudo, nel dubbio, chiamò.  Il superbo,  d'orgoglio mai spoglio, sufficiente,  sbadigliando,  rispose."


M.
(L'uomo dei difetti...)



lunedì 10 settembre 2012

Il Combustibile Segreto



Nonostante il suo ingombrante passato ha scelto di precludere ai suoi occhi di incrociare ancor le sue spalle. Lo sguardo è fiero e nella mente solo voglia di far storia...voglia di futuro.
Eleganza,  Seduzione e MisteroLa ricetta per una fiamma sempre viva...una fiamma che arde e che segna la pelle se le stiamo troppo accanto...

M.(L'uomo dei difetti...)

[Post Scriptum]Una fiamma che non arde può scaldare per una vita intera e con il suo tepore renderci felici di sopravvivere. Gli esseri umani però, talvolta, sentono il bisogno di Vivere e non del solo sopravvivere.  Ecco che la fervida mente chiede soccorso alla fantasia (Il Combustibile) per alimentare la fiammella e procurarci quelle piccole scottature che io, in purezza, chiamo "Iniezioni inconfessabili di passione".

Il Mistero di Jim Gray - Parte II



Erano le cinque del pomeriggio quando Monsignor Talesfores guidò la signora Black verso l'uscita riservata ai fedeli della cattedrale di Santa Maria dell'Assunzione.
La signora Black, sulla sessantina, smunta, capelli sempre arruffati e grandi occhi neri era una delle tante pecorelle che gravitavano intorno alla piccola comunità di credenti che animava  il sobborgo di Telegraph Hill.
<< Sento una gran pace dentro. Provo questa sensazione di purezza ad ogni incontro; tornerò a trovarla presto,  Padre >>, pronunciò la donna, chinando lievemente il capo.
<< La parola del Signore è sempre la risposta giusta >>, proferì il pastore.  Poi volse lo sguardo verso l’arcata superiore della chiesa e con un cenno dell'indice destro nella medesima direzione, continuò: << Come i nostri occhi sono attirati verso l'alto dalla bellezza delle minuzie della cupola, così i nostri cuori sono elevati verso Dio. Tuttavia, mirando più in basso, troveremo ancora delizia dalla suggestione della luce e dei suoi giochi e dalla cattura dei dettagli. Le finestre aperte sulla città, che come mantello ci avviluppa, ci rammentano il bisogno di lavorare per il regno di Dio sulla terra.  E’ questa la similitudine con le direzioni, tra loro perpendicolari,  della croce. >>
Le prese la mano destra. Era gelida, ma ferma. La strinse tra le sue e la congedò: << E' la benvenuta nella casa del Signore, torni quando desidera e si ricordi che soltanto il Sabato è dedicato alla Confessione pomeridiana; dalle 16.00 alle 17.00 >>
La campana della cattedrale rintoccò una prima volta. Da lì a poco sarebbe iniziata la funzione delle 17.30.
Jim viveva in un rustico in stile vittoriano con la facciata d'ingresso che dava su Telegraph Hill.
Le finestre erano bianche, intarsiate a scacchiera e lucide.  John Gandolfini, l’anziano ebanista che da tre generazioni possedeva la bottega de “L’ultimo ebanista” a nord di Pioneer Park, su Lombard Street, le aveva restaurate con SA1000 e gommalacca  proprio quella settimana.
Le persiane e l’uscio facevano pendant con la vegetazione circostante. All’udito il solo cinguettio dei pettirossi, che come i cugini londinesi, avevano imparato a dar sfoggio delle qualità canore per lo più in notturna.  E di tanto in tanto l’affanno di un cane che scodinzolante rincorre la palla o del suo padrone che,  sbraitante,  entrambi tallona...
Sul letto non sfatto, Jim giaceva disteso, come immerso in una guisa di dormiveglia gestita.  Rifletteva assorto.
Gli capitava di rado di rimanere solo in casa e men che meno nei week-end liberi dalle conferenze, organizzate ora qua, ora là, in giro per il mondo.
Lui e Donna condividevano tutto da ventitre anni. Entrambi erano già stati sposati. L’uno conobbe l’altra nel 1984 ed il loro incontro fu subito etichettato - “un colpo di fulmine”;  ripetettero entrambi negli anni a venire.
Jim rimase estasiato dalla nordica bellezza di lei, ammaliato dalla luminosità dei cerulei suoi occhi e disarmato da quel sorriso che non poteva che celare la leggiadria di un cuore che altro non attendeva, se non d’essere amato.
Sembravano fatti davvero l'una per l'altro, come se non avessero mai conosciuto l'amore prima di allora. Spartivano il desiderio, mai pago, per la conoscenza, l'amore per la montagna e le sue insidie, la passione per l'oceano ed il fascino per l'inesorabile natura di esso.
Al terzo incontro, Donna, accettò di sposarlo.
Per siffatti spiriti liberi, una casa, statica già dal nome, non poteva certo bastare. Occorreva un tetto che li seguisse, proteggesse e perché no, coccolasse.  Non tardi, arrivò il Tenacious.
Un nuovo rintocco della campana, riportò Jim alla realtà. Subito percepì una fioca brezza sul viso.
Fece per sbadigliare e allo stesso tempo, a memoria, allungò il braccio sinistro e afferrò la giacca a vento, l’unica di colore arancio, piegata su un bracciolo della  poltroncina ad un passo dalla finestra; di fianco al letto.
Già vestito balzò giù dal giaciglio, chiuse la finestra in mogano e all’istante le narici furono investite da una folata di gommalacca, intensa e tutto sommato gradevole.
<< Grande giove! dovevo portare la sedia della cucina da Gandolfini per rifare l’impiallacciatura... >>, borbottò tra sé e sé.  Lo farò Lunedì.   Pensò poi.
Come ogni anno, in Gennaio, Donna trascorreva qualche giorno di vacanza nel Wisconsin con gli amici di sempre. La giornata tipo prevedeva sci e slittino al mattino, shopping nel pomeriggio e momenti distesi e di convivio alla sera, scortati dal tepore del mai scialbo focolare.
Le telefonate con Jim rappresentavano il condimento più succulento, terapeutico e frequente delle rigide giornate di Donna. Lontana da Mr.Database - così lo chiamava  Donna di tanto in tanto - era difficile prendere sonno.
Se avesse in qualche modo potuto solo intuire che dall’indomani non l’avrebbe né più visto né sentito, avrebbe certamente maledetto quella valeriana che in quei giorni, ancor prima dell’abbraccio di morfeo, ingurgitò. Sarebbe rimasta con lui al telefono tutta la notte, tutte le notti.
Jim disinserì la spina del caribatterie dalla presa accanto alla porta, ripose lo smartphone ormai carico nel marsupio e acciuffò dall’attaccapanni in radica il devoto copricapo invernale. Non sarebbe andato da nessuna parte senza il suo berretto blu. Dopo tutto, era un lupo di mare!
Diede due mandate alla serratura e in cinque minuti, era già in strada;  a due passi da Kearny Street. Era alto e in forma, Jim. Gli piaceva camminare. Falcata dopo falcata,  in una manciata di minuti, avrebbe raggiunto l’incrocio con Bay Street e preso la navetta che l’avrebbe lasciato, dopo aver costeggiato Russian Hill Park prima e il Galileo Academy Field poi, a 500 metri dalla baia di Gashouse, porto d’attracco del Tenacious.
Presto l’avrebbe raggiunto per l’ultimo viaggio...





...to be continued  

M.
(L'uomo dei difetti...)

domenica 9 settembre 2012

E' da solista che percepisci la qualità dell'attrazione esercitata sugli altri corpi...



Per comprendere ciò che la vita quotidianamente ci presenta bisogna essere in due:  Te  e Te stesso.
Soltanto quando sei spaiato l'interazione "gravitazionale" con gli altri corpi tende a scemare e sei libero di pensare al campo che stai seminando...
E' da solista che percepisci la qualità dell'attrazione - qualora vi fosse - esercitata sugli altri corpi...
Seduto in mezzo al campo...Vestito solo del tuo Wild Turkey, discernerai il Vero dal verosimile... 


M. 
(L'uomo dei difetti...)


Il Mistero di Jim Gray - PARTE I (introduzione)


Oggi ho voglia di raccontarvi una storia. Ma non una storia come tante.  Una di quelle storie quasi sconosciute alle nostre latitudini. Un storia vera. La storia di un mistero.  Il mistero della scomparsa di Jim Gray.
La mattina del 28 Gennaio del 2007, il sessantatreenne Jim, scienziato e ricercatore in forza alla Microsoft, lasciò la baia di San Francisco a bordo del "Tenacious" alla volta delle isole Farallon - un rifugio della natura selvaggia a circa 43Km dalla costa Californiana.Era veloce in Tenacious. Dodici metri, strumentazione a prova di capitano Kirk, sedici anni di fedele complicità e scafo del colore della passione...
Scopo della missione: Disperdere le ceneri della madre "Ann", venuta a mancare tre mesi prima.
Erano settimane che sulla baia non s'affacciava un sole così. Ancor più rosee delle previsioni, fu il mare; piatto come una tavola e vento insolitamente a favore già prima del Golden gate.   Tutto  era  perfetto.

Jim Gray e il Tenacious non fecero mai più ritorno a casa.


Vi condurrò nei dettagli della vicenda, ma non prima di aver introdotto, suo malgrado,  la figura del nostro protagonista...

All'ufficio anagrafe lo conoscevano col nome di James Nicholas Gray. Per tutti gli altri era semplicemente Jim Gray,  lo scienziato,  il programmatore,  l'astronomo.
Conobbi quest'uomo straordinario indirettamente ovvero attraverso le sue intuizioni, i suoi algoritmi, pubblicati sulle testate dell'ACM (Association for Computing Machinery) e dell'IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) - corporazione che, tra i tanti, annovera il sottoscritto.
Senza entrare nel dettaglio che certamente in questo contesto annoierebbe, basti pensare che i suoi studi più importanti "Teoria ed implementazione della gestione delle transazioni nei sistemi database" gli permisero di ottenere nel Maggio del 1998 il premio Alan Turing (di prestigio pari al Nobel, ma disponibile per il solo settore della "Computer Science")
L'implementazione delle teorie di cui sopra hanno spalancato la porta alle transazioni bancarie sicure,  al commercio elettronico,  alla costruzione del bancomat (ATM),  ai servizi per la prenotazione dei biglietti di viaggio; solamente per citarne le applicazioni più eclatanti ovvero le tecnologie che giocano un ruolo fondamentale nella nobilitazione della qualità della vita e delle quali,  spesso, se ne ignorano i natali.
Gray era rispettato e corteggiato dalle multinazionali dell'Information Technology  di mezzo mondo;  a tal proposito ricordo un aneddoto.
Nel 1995 Jim Gray accettò di lavorare come ricercatore in Microsoft, che come noto, ha sede a Redmond.
Egli però non aveva alcuna intenzione né di indurre la moglie a traslocare né di abbandonare la tanto adorata San Francisco.  Convinse così il colosso di Bill Gates a costruire un centro ricerche a San Francisco;  a cinque minuti da casa sua.
<<Deve valere proprio tanto questo Mr Gray...>>, borbottò un giornalista a tal proposito.
<<Se Jim avesse voluto un laboratorio a Monte Carlo, avremmo costruito un laboratorio a Monte Carlo>>, rispose il capo della divisione ricerca di Microsoft - Rick Rashid
Gray, però, era anche un uomo umile e quando alle conferenze lo introducevano con l'appellativo del "dio o Guro dei database", egli, con un filo di voce rispondeva: <<Sono solo un programmatore...>>.

[27 GEN 2007 - Il giorno prima della tragedia...]
Jim trascorse la serata di Sabato nella baia, il cielo era sereno ed il pensiero della moglie in vacanza sulla neve lo avrebbe ben presto cullato tra le braccia di morfeo . Benché solo, l'idea di dormire sul Tenacious non lo disturbava affatto...

...to be continued  

M.
(L'uomo dei difetti...)

venerdì 7 settembre 2012

L'arco al cuore, la mano alla mente, il sorriso la freccia.



E' scritto che nulla è eterno.
Tanto la gioia quanto la tristezza si rincorrono sinfonicamente l'un l'altra per suggellare la staffetta della Vita.
La rassegnazione divorzia dal sorriso per sposare l'inerzia.
L'arco al cuore,  la mano alla mente,  il sorriso la freccia...Allorché non nudo peregrino la selva,  così armato m'affaccio alla vita...

M.
(L'uomo dei difetti...)

giovedì 6 settembre 2012

Questa notte non è la tua notte



E' notte e ti senti solo.
Avevi un dolce programma per la tua serata...
Un programma tutto tuo.
Da condividere con...Te stesso.

In fin dei conti ti sei sempre bastato e non negarlo,  ora,   solo perché percepisci la forza abbandonare il tuo dilaniato corpo...
E' notte e ti senti solo,  eppure,  sei conscio che la solitudine non ti appartiene...
Ti basterebbe alzare la cornetta, ma...Questa notte no.
Questa notte, non è la tua notte.



M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]
Questa mia "Questa notte non è la tua notte", la dedico a quanti, loro malgrado e  talvolta con l'inganno, si sono ritrovati a ricoprire il ruolo "dell'amante".

Se in troppa gente vedi solo il marcio e non sai il perché, getta pure la spugna, probabilmente, il marcio, sei tu





Quanto sudore, ancora, devi al rancore... 
Come un forsennato, hai consumato la vita alla ricerca del marcio....
E il marcio, quello solo, negli occhi leggevi.
Ma domani no.
Domani è il tuo giorno.
Riposa!
Fai festa!
Domani, il marcio sei tu.


M.
(L'uomo dei difetti)

Gli idealisti confidano negli occhi quando il loro perdersi nello sguardo ha già avuto inizio.


In questi ed in altri tempi lessi che  "gli occhi non mentono mai".
Be', potrà anche darsi,  ma...Non per me.
Ho imparato a mie spese dalla vita che anche gli occhiucci più intensi,  dolci e luminosi possono tessere "sanguinose" trame tra un battito di ciglia e l'altro.
Gli idealisti confidano nello sguardo.
I Viandanti come me, peregrinano nella realtà...

M.(L'uomo dei difetti...)


mercoledì 5 settembre 2012

Un Cult - Carlito's Way (Al Pacino)



Saga de "IL PADRINO" a parte..."Carlito's Way" è il mio preferito, del quale ne fruirei con cadenza mensile - vita natural durante.
Due, tra le tante, sono le scene che rimarranno indelebili nella mia memoria.
1. Poco dopo l'inizio della pellicola, dopo aver scontato cinque anni di carcere, scende i gradini del tribunale e col fascino che a me è concesso solo sognare dice: "Grazie a Dio Onnipotente, sono libero finalmente!"
2. La scena finale quando Carlito Brigante si rende conto che la vita lo sta abbandonando...proprio adesso che aveva trovato l'Amore.
Questo monologo (da brivido) lo inserisco per intero; ne ne vale la pena.

"Mi dispiace ragazzi. Non basterebbero nemmeno tutti i punti del mondo per ricucirmi. È finita. È finita. Mi metteranno nel negozio di pompe funebri di Fernandez sulla 109esima strada. Ho sempre saputo che prima o poi sarei finito lì, però molto più tardi di quanto pensava un sacco di gente. L'ultimo.. dei Mohicani. Beh, forse non proprio l'ultimo. Gail sarà una brava mamma, un nuovo e migliore Carlito Brigante. Spero che li userà per andarsene, quei soldi: in questa città non c'è posto per una che ha il cuore grande come il suo. Mi dispiace, amore, ho fatto quello che potevo, davvero.. Non ti posso portare con me in questo viaggio... Me ne sto andando, lo sento. Ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo. Il sole se ne va. Dove andiamo per colazione? Non troppo lontano. Che nottata... Sono stanco, amore. Stanco..."

C'è poco spazio nel cuore di Tupolev per chiunque non sia Tupolev


Se troppo spesso doveste domandarvi:
Ma perchè si comporta sempre così ?  :-(
Quale posto occupo,  davvero,  nel suo Cuore ?

Bene, per tutti coloro che, loro malgrado, hanno dovuto far ricorso a questo genere di domande...consiglio vivamente di valutare la possibilità di ricercare i lumi in un dialogo divenuto ormai celebre e tratto dal film: "Caccia a Ottobre Rosso":
<< C'è poco spazio nel cuore di Tupolev per chiunque non sia Tupolev. >>  (Marko Ramius)


M.
(L'uomo dei difetti...)

Il Numero 2 - Parte II


Ho una sorta di ammirazione per il numero naturale 2.
Qualcuno potrebbe borbottare tra se e se:  Be'...Ti piace il N.2 perché sai di non essere un N.1 e ti accontenti del secondo posto,  della seconda scelta,  di impersonare il primo dei perdenti...
No amici miei.
Stavolta siete davvero fuori strada...Io non c'entro in questa storia.
Questa è una storia di Purezza e la facciamo iniziare dall'insieme dei numeri Naturali;   Zero naturalmente escluso proprio per quel discorso sulla purezza poc'anzi accennato.
Tornando a noi...Il N.1 è il primo dei Naturali,  di tutti i numeri naturali, senza distinzione, nè di bellezza  nè di dote.   Il
N.2...No.E' anch'esso il primo di qualcosa, ma...Qualcosa di più elitario...Un insieme dove la purezza prende forma e sussiste solo il fascino del mistero.

Il Numero naturale 2 gode del privilegio di essere il primo dei NUMERI PRIMI e l'unico numero pari dell'aristocratica casta.
Ed io lo rispetto. 


M.(L'uomo dei difetti...)

Il numero 2 - PARTE I



Mentre spolveravo una delle librerie che popolano di ricordi le fredde mura del mio umile ufficio mi è capitato sottomano uno dei volumi che hanno fatto la storia della scienza dei calcolatori:  The Art of Computer Programming - vol.1 di Donald Ervin Knuth.
Subito mi è tornata alla mente una frase del celebre autore e che qui ben si accomoda...


"All primes are odd except 2, which is the oddest of all" -     [Donald Knuth]

L'(A)bbraccio. Il silenzio di cento parole.

L'(A)bbraccio.

Della sinfonia di cento parole...
L'(A)bbraccio,
ne narrò il silenzio.


M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]
   Spesso mi è stato domandato del perché io utilizzassi in talune occasioni le parentesi tonde.
L'arcano è presto svelato. Si tratta di una notazione che chiamo: Notazione parentetica
Un vezzo per taluni. Di grande enfasi, per me. Le parentesi tonde vanno considerate alla stregua di due BRACCIA FORTI e allo stesso tempo DELICATE che PROTEGGONO l'oggetto del loro abbraccio.    Scelsi questa notazione molto tempo fa per argomentare la differenza, a mio avviso, in essere, tra (A)micizia e (a)micizia; ne venne altresì fuori una "interessante" riflessione. Fondamentalmente serve per dar enfasi ad una parola o concetto. Per inciso: "(S)plendido" è un po' come dire "splendido", ma con l'aggiunta di un sentimento ovvero di vera partecipazione. E così l'abbraccio è dissimile dall'(A)bbraccio. Perché dentro un (A)bbraccio, ci può essere un mondo che neanche il classico amore saprebbe come raccontare.

Il Sole...ed il Profumo dell'Amore



Così come il Sole, dal cielo, colora le nostre giornate e l'amore, dal cuore, colora la nostra vita, così il profumo, dalla terra, colora di ricordi la nostra memoria.

M.
(L'uomo dei difetti...)

martedì 4 settembre 2012

Il Giudizio primo, forgia l'uomo allo schifo futuro



Talvolta getti l'ancora e ti soffermi a riflettere sulle vicissitudini della vita, anche le meno tangibili...
A volte ti fai un'idea di una persona già il primo giorno e dentro di te vorresti fosse sbagliata...
Tenterà di convincerti di essere diversa da come tu la vedi...e provi a crederle.
E' anche giusto farlo.
Spesso la nuda verità non tarda e venire a galla e ti rendi effettivamente conto di chi hai avuto davanti.
Però, stavolta, ironia della sorte, la delusione sarà tutt'altro che longeva, non ne rimarrai stupito...
In fin dei conti, lo sapevi già.



Per i graditi ospiti al mio umile desco ho sintetizzato la digressione di cui sopra, con un aforisma crudo, essenziale ed illuminante;  che suona più come un promemoria e magari, rammenterà qualcosa anche a voi...chissà...
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"IL GIUDIZIO PRIMO FORGIA L'UOMO ALLO SCHIFO VENTURO".
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M.(L'uomo dei difetti...)

Quanta storia dietro un Vecchio...



Non conquisto nuove terre per recintarle.
Le conquisto per conoscerle. 
A me non importa se l'Amore impazzisce ancora per il mio odore,  se ho gettato la spugna o se ho deposto le armi.
Quello che conta è averlo conosciuto.
Attraverserò la Primavera,  poi quella dopo,  e un'altra ancora...
A
vrò gli occhi zuppi d'acqua,  saprò tante cose più di oggi,  altrettante le avrò dimenticate e allora mi chiameranno "vecchio".
Non il saggio.
Il vecchio.
Quanta storia dietro un Vecchio...


M.
(L'uomo dei difetti...)

lunedì 3 settembre 2012

Il cavaliere introdusse l'uomo e l'uomo smise i panni di difetti intrisi...



E quando il sogno si rifletté negli occhi di lei,  il cavaliere smise i grevi panni di difetti intrisi e armato di sole carezze,  le afferrò la mano,  ed invidiosa la luna,  la danza,  illuminò...
 

M.
(L'uomo dei difetti...)

domenica 2 settembre 2012

Allora…(a)mici ? disse la donna. (A)mici! rispose il Puro



L'(a)micizia è una cosa.
L'(A)micizia è tutt'altra cosa.
L'(a)micizia scorre d'accordo col tempo ed invecchia sfilando con esso.
L'(A)micizia conosce solo le emozioni forti;  ci fa soffrire e ci fa gioire,  ci fa godere e ci fa impazzire.
L'(A)micizia non ti cerca:  Ti trova.
L'(a)micizia invece,  ha sempre troppe cose da fare...
L'(A)micizia sa riconoscere l'(a)micizia e quando la scorge,  quel che vede,  non le piace...


M.
(L'uomo dei difetti...)

La falsa novella (commentata)



La menzogna istruì la donna ed ella non poté far altro che perseverare nell’errore…

M.
(L’uomo dei difetti…)


 [ESEGESI]
Quando due persone si ritrovano ad essere felici, complici e magicamente affiatate, talvolta, accade, che dall'esterno ci sia qualcuno (il menzognero) che trami affannosamente nell'ombra per godere dello scioglimento della coppia.
Forse perché abietto o più semplicemente perché accecato dall'invidia per non poter avere la donna dell'altro.
Egli, allora, farà ricorso all'arma sua cardine (la menzogna) e dopo averla ben imbastita, la consegnerà (la falsa novella) a piè pari nelle mani della donna.
A questo punto, quest'ultima, irruente ed abbagliata dalla collera per quanto rivelato dal menzognero si scaglierà verso l'altrà metà del suo cuore...ancora...ancora e ancora (ed ella perseverò nell'errore).

M.
[Post Scriptum]A volte il menzognero che conferisce la falsa novella alla donna è un tizio che, prima di quel dì, chiamavamo: Amico.

Il Maialino addormentato nel bosco



Qualche anno fa scrissi un umile racconto…forse una favoletta…forse un apologo:
“IL MAIALINO ADDORMENTATO NEL BOSCO DEL GIUNCO”


C’era una volta nel lontano bosco del Giunco – popolato per lo più da alberi di Eucalipto e sentieri che rimembrano quelli del Gransasso e del Moncenisio – un dolce Maialino…


Toc Toc…Toc Toc…

[FATINA]: “Ohh…c’è forse il Maialino dietro la mia porta ??”

[MAIALINO]: “Si Signora Fatina.  Lei sa sempre tutto.  Grazie di avermi aperto…sono il Maialino addormentato nel bosco”


[FATINA]: “Certo…ti conosco bene.  Sei il Maialino che vive arroccato a ridosso della Canaletta sul promontorio del Giunchetto”

[FATINA]: “Cosa posso mai fare per te mio dolce Maialino…???”

[MAIALINO] : “Grazie signora Fatina.  Ho attraversato il bosco  al solo scopo di darle il mio Buongiorno!”


[FATINA] : “mmm…e bastaaa ? Non vuoi null’altro da me??…potrei farti un sacco di cose mmm…donarti felicità per tutta la giornata ad esempio…”


[MAIALINO]: “Si,  lo so signora Fatina..lei è famosa in tutto il bosco…anche per le sue labbra…”

[FATINA]: “In che senso famosa ????”

[MAIALINO]: “Nel senso che noi maialini abbiamo bisogno di affetto e sogniamo… sogniamo… sogniamo sempre di stare tra le sue braccia e….”


[FATINA]: “Ma insomma…Io posso esaudire un solo desiderio,  pensaci bene mio dolce Maialino e dimmi cosa vorresti !”


[MAIALINO]: “…mmm…”
[MAIALINO]: “…mmm…”
[MAIALINO]: “…mmm…vorrei…”
[MAIALINO]: “Vorrei che la mia Fatina si trasformasse in Maialina!”


[FATINA]: “Ohh dolce Maialino,  purtroppo hai scelto l’unica cosa che non posso darti!  Se diventassi maialina perderei tutti i miei poteri e sarei come te per sempre!”


[MAIALINO]: “E perché mia Fatina…non saresti contenta di trascorrere il resto della tua vita con me ?”


[FATINA]: “Vedi maialino,  la vita non è come ti appare in sogno,  c’è chi è destinato a ruspare nella terra e chi dalla terra trarrà il suo piacere…”



[IL LETTORE]: Il Silenzio.  Quella manciati di istanti che appaiono un’eternità…



[FATINA]: “Adesso vai Maialino bello, non posso soddisfare i tuoi bisogni onirici, ma , sappi che seppur celato dalla divisa che il mio ruolo mi impone, una parte del mio cuore ti custodirà indelebilmente… per sempre … e non fin quando tu avrai vita ma fin quando l’avrò io…e la mia non è cadenzata come la tua.”


[MAIALINO]: “NO!  NO!!  NO!!!   Non è vero mia Fatina!…se non vieni con me adesso…mi dimenticherai presto!! NO!  NO!!  NO!!!


[FATINA]: “Ti svelo un segreto Maialino mio adorato.  Tu sarai l’unico che non andrà mai via…il ricordo di te ci sarà sempre e sai il perché ?”


[FATINA]: “Perché l’unico Amore che Rimane dentro…che persiste alle intemperie temporali… è quello che non viene consumato…Perché la tua mente anche a distanza di anni si ritroverà nelle giornate di pioggia ad immaginare come sarebbe stato…


[IL LETTORE]: “A QUESTO PUNTO IL MAIALINO ADDORMENTATO NEL BOSCO DEL GIUNCO, DANDO LE SPALLE ALLA FATINA, SCODINZOLANDO FIERO E IGNARO DEGLI SGUARDI STUPITI ED INVIDIOSI DEGLI ALTRI ANIMALI DEL BOSCO RIPRENDE IL SENTIERO CHE LO RICONDURRA’ NELLA SUA DIMORA DELL’OLTRE CALIMERO…IGNORANDO CHE DA QUEL MOMENTO LA SUA VITA SAREBBE IN QUALCHE MODO DEFINITIVAMENTE CAMBIATA…AVEVA ACQUISITO RISPETTO ED IL RISPETTO NON GIUNGE MAI SENZA NEMICI…

[IL LETTORE]: “That’s ALL Folks!”


M.
(L’uomo dei difetti…)

Il Cambiamento


Nessun cambiamento importante è posto in essere senza lacrime.
La vita di un uomo è idealmente suddivisa in fasi.
A uomini diversi corrispondono fasi diverse per numero e disegno.
Vivere una nuova fase e lasciarsi alle spalle la precedente non è mai un processo indolore.
Se Annotate sull'ipotetico calendario esistenziale la data dell'ultima lacrima versata, beh, senza sforzo mnemonico alcuno, avrete determinato l'inizio della fase in corso d'opera...

M.
(L'uomo dei difetti...)