sabato 27 febbraio 2016

L'ultimo Cavaliere.




Allorquando il sentimento s'avvinse alla purezza, 
e il desiderio fu scevro dall'inganno, 
quel cuore conobbe l'(A)more, ed erudito divenne scrigno. 

Tra fremiti slacciati e languidi, 
il cavaliere le si sedette accanto, 
e calata la notte, 

ella lo rese dotto, 
e dalla gioia poi, il pianto... 



M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]
   Spesso mi è stato domandato del perché io utilizzassi in talune occasioni le parentesi tonde.
L'arcano è presto svelato. Si tratta di una notazione che chiamo: Notazione parentetica
Un vezzo per taluni. Di grande enfasi, per me. Le parentesi tonde vanno considerate alla stregua di due BRACCIA FORTI e allo stesso tempo DELICATE che PROTEGGONO l'oggetto del loro abbraccio.    Scelsi questa notazione molto tempo fa per argomentare la differenza, a mio avviso, in essere, tra (A)micizia e (a)micizia; ne venne altresì fuori una "interessante" riflessione. Fondamentalmente serve per dar enfasi ad una parola o concetto. Per inciso: "(S)plendido" è un po' come dire "splendido", ma con l'aggiunta di un sentimento ovvero di vera partecipazione. E così l'abbraccio è dissimile dall'(A)bbraccio. Perché dentro un (A)bbraccio, ci può essere un mondo che neanche il classico amore saprebbe come raccontare.

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